News

 

Articolo pubblicato dalla rivista on line "Pagina Q" il 02 Marzo 2014

Quaderno di tendenza
Luna Nuova Gioielli, quando nascono i preziosi

"La bellezza è necessaria". Mi accoglie così, con queste parole spiazzanti, Maria Luigia Guidi, orafa toscana e "sarta dei metalli" come lei stessa ama definirsi. Parole che ben fanno comprendere la passione e la concezione che l'artigiana ha del suo mestiere: un continuo processo creativo di oggetti preziosi in grado di sfidare il tempo e lo spazio. Belli, pregiati e dal valore indiscutibile.

Maria Luigia scopre di amare un'arte tanto antica un po' per caso, giocando con materiali poveri che pero' le hanno dato la possibilità di accorgersi di avere una certa manualità. Per questo motivo sceglie di iscriversi alla Scuola Internazionale dei Metalli di Firenze, dove lo scultore orafo Bino Bini e la sua assistente giapponese Isako Murata le hanno insegnato tutto ciò che c'era da sapere sull'oreficeria. Il procedimento che maggiormente l'ha colpita è stata la fusione: il passaggio di un metallo da uno stato all'altro in breve tempo ha rappresentato per lei un atto di pura magia. In quel momento ha capito cosa avrebbe voluto fare da lì in avanti: creare, ispirare e lasciarsi ispirare; realizzare oggetti unici e personalizzati. Ciò necessita uno studio approfondito della persona, un dialogo prolungato, un compromesso costante tra ciò che lei vorrebbe produrre e quello che il cliente predilige. E il risultato è sempre soddisfacente, specialmente col passare del tempo, quando l'accessorio ha abbandonato le mani di Maria Luigia per ricevere nuova vita e nuove energie da chi ha scelto di indossarlo.

Il suo lavoro più bello d'altro canto è "Orizzonti toscani", una serie di gioielli preziosi che nel 2005 riceve anche il copyright internazionale. L'idea nasce a Lari, un piccolo borgo toscano non molto distante da Pisa, dove Maria Luigia ha avuto la possibilità di ritrovarsi a vivere. Un posto speciale e di grande ispirazione, in cui ogni giorno il paesaggio le regalava una fortissima emozione. Per lei fu una sorta di esigenza quella di trasformare la magia della natura, dei suoi colori, di quelle luci variabili in piccoli pezzi d'arte di oro, argento e bronzo. Come fu un'esigenza intrinseca mettersi alla prova e aprire un laboratorio in Piazza Sant'Omobono nel Novembre 2005, in un piccolo spazio ricavato dalla ex chiesa del protettore dei sarti e da cui la piazza pisana prende il nome. Come a dire, certe coincidenze della vita riescono a stupire in maniera straordinaria.

Perché Maria Luigia è un'artigiana, una sarta dei metalli appunto, sorella di tanti altri artigiani come dice lei stessa. Amante dell'armonia che la sua terra le ha regalato, di un patrimonio che porta dentro e che considera in grado di sfidare qualunque altra cultura. Una ricchezza che, dice, dovrebbe solo essere riconosciuta e apprezzata qui per poter riacquistare il valore e lo splendore che merita.